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Tecnica del pomodoro per lo studio: come funziona?

Ultimamente hai sentito parlare della tecnica del pomodoro e ti ha messo curiosità?

Scopriamo cos’è, come funziona e in che modo potrà aiutarti a organizzare meglio lo studio ed essere più produttivo.

Sì, perché lo scopo del metodo pomodoro è proprio questo: aumentare la concentrazione e di conseguenza la produttività. Ma da dove arriva questo buffo nome? E perché si parla di un timer

Scoprilo con noi in questo articolo!

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Tecnica del pomodoro: cos’è

La tecnica del pomodoro -anche detta metodo pomodoro– è un metodo di gestione del tempo inventato alla fine degli anni ottanta da Francesco Cirillo, imprenditore e sviluppatore software.

Quando studiava all’università, infatti, riscontrava sempre periodi in cui gli veniva particolarmente difficile concentrarsi, e il tempo impiegato nello studio alla fine era tempo perso.

Un giorno, però, si è guardato intorno e ha notato il timer a forma di pomodoro che aveva in casa. Un classico timer da cucina, di quelli che si girano, fanno “tic, tac” tutto il tempo e quando arrivano al termine iniziano a squillare. 

È lì che gli è balenata l’idea in testa, e ha sfidato se stesso: “Vediamo se riesco a studiare senza distrarmi neanche una volta per 10 minuti filati”. 

Da qui il suo rendimento nello studio è migliorato notevolmente, ed è per questo che ha deciso di perfezionare la tecnica e renderla nota a tutti. 
Qui trovi il libro “La tecnica del pomodoro – Francesco Cirillo”, in cui spiega nel dettaglio cos’è e per chi è l’ideale questo metodo.

Come funziona il metodo pomodoro

Ma come funziona esattamente la tecnica del pomodoro per lo studio o per il lavoro?

Il metodo consiste nel: 

  • Scrivere un elenco di attività da svolgere. Possono essere argomenti da studiare, compiti da portare a termine o attività lavorative da completare.
  • Dividere le attività in sezioni da 25 minuti. Poni dei limiti: ogni limite corrisponderà a un pomodoro, ed entro quel pomodoro il compito dovrà essere completato. Forse all’inizio non saprai quanto tempo ti ci vuole per portare a termine un compito, ma man mano che applicherai la tecnica del pomodoro imparerai a farci l’occhio.
  • Imposta il timer a 25 minuti: gira il tuo pomodoro (o seleziona una sveglia sul cellulare)
  • Studia o lavora senza distrazioni. Adesso il tempo è iniziato: non ti puoi distrarre, o il pomodoro non sarà valido. Cerca di concentrarti su ciò che stai facendo ed evita di guardare l’orologio: ti avviserà il pomodoro quando finirà.
  • Fermati quando suona il timer. Quando succede, si dice che è passato un pomodoro: metti una X sull’attività completata e fai una pausa di 5 minuti.
  • Reimposta il timer e riprendi a lavorare. Ripeti il tutto per 4 pomodori, vale a dire per quattro volte.
  • Dopo 4 pomodori fai una pausa di 30 minuti

In pratica ogni ciclo è composto di 145 minuti, ovvero due ore e venticinque. Durante ogni sessione di studio o di lavoro sei tu a stabilire quanti portarne a termine, in base alle tue esigenze e al tuo rendimento. 

A cosa serve la tecnica del pomodoro?

Okay, abbiamo visto com’è strutturata e come funziona. Ma perché dovresti metterla in pratica? Quali sono i benefici della tecnica del pomodoro?

  • Creazione di una buona abitudine.
    Studiare non è la cosa più divertente del mondo, e come tutte le cose che non ci piacciono ci viene difficile farlo con costanza. Questo è un buon modo per trasformare uno sforzo in un impegno, e infine in una abitudine. Con il tempo, studiare non ti peserà più, ma sarà semplicemente parte della tua routine.
  • Più concentrazione.
    Il gioco è questo: non sono ammesse distrazioni, altrimenti il pomodoro in corso non è più valido. Ecco che così stimoli la concentrazione e riesci a mantenerla per un tempo più prolungato, che poi ti sembrerà sempre più breve. Con l’abitudine, infatti, quei 25 minuti voleranno.
    Se per te sono troppo pochi puoi avvalerti di una variante del metodo pomodoro, che prevede lavoro senza stop per 90 minuti e pause da 30!
  • Studio più organizzato.
    Nello studio, la pianificazione è metà dell’opera. Sapere esattamente dove andare a parare aiuta la mente ad essere più lucida e concentrata su quello che sta facendo. L’ansia da disorganizzazione non ci sarà, e la tua mente avrà un pensiero in meno da elaborare! Ecco perché la tecnica del pomodoro è anche un ottimo modo per gestire lo smart working.
  • Diversa percezione degli ostacoli.
    Automaticamente inizierai a contare le cose per pomodori, come quando ti fai la doccia e la cronometri per numero di canzoni (es. è durata solo 3 canzoni!).
    Nella tua testa tutto si semplificherà: quell’argomento tosto che procrastini da mesi? Ci vogliono solo 36 pomodori per completarlo. Oppure: mi mancano solo 5 pomodori alla fine di questo capitolo.
    Insomma, tutto sembrerà più sostenibile e fattibile. E di questo ne gioverà anche l’autostima: sai che soddisfazione riuscire in quello che prima ti sembrava impossibile?

Cosa ti serve per la tecnica del pomodoro?

Be’, sicuramente ti serve un pomodoro, ovvero un timer

Puoi scegliere se adoperare un’app per il cellulare, semplicemente impostare la sveglia oppure acquistare un vero e proprio timer da cucina.

Io sinceramente ti consiglio l’ultima opzione: forse ti sembrerà anacronistico, ma avere il timer proprio lì può aiutare la tua mente a capirne l’utilità. E poi quel “tic, tac” che segna il tempo che passa concilierà il tuo lavoro! 

Su Amazon trovi il classico timer a forma di pomodoro, ma ce n’è per tutti i gusti: a forma di avocado, e persino di… planetaria!?

Per il resto dovrai semplicemente tenere a portata un foglio per la lista delle attività, e una matita per poterle segnare con una X. 

Come sfruttare la pausa

Hai solo 5 minuti tra un pomodoro e l’altro: come sfruttarli al meglio? 

Sono due le regole principali per usare la tua pausa nella maniera ideale:

  • Alzati in piedi: Alzarsi dopo essere stati seduti per un po’ serve al fisico per riprendersi un attimo, per migliorare la circolazione. Forse non lo sai, ma questo aiuterà anche la tua mente a vedere le cose con più lucidità! Un esempio di questo fenomeno viene utilizzato anche nel film L’Onda di Dennis Gansel.
  • Allontanati dalla scrivania, dal tavolo o da qualsiasi punto che tu abbia adibito ad angolo studio. Allontanarti fisicamente da lì sarà un toccasana per la tua mente, che riuscirà veramente a staccare un attimo dall’attività di studio. 

E poi c’è una cosa che invece non devi mai fare durante i tuoi 5 minuti di pausa: prendere in mano il cellulare. 

Accendere lo smartphone, scrollare le homepage dei social network, controllare “un attimo” le e-mail… Lo sai che non saranno mai cinque minuti. Lo sai che i social e la tecnologia in generale sono un mangiatempo, e senza neanche accorgertene hai buttato via mezz’ora facendo niente. 

Aspetta la pausa lunga per fare il check di messaggi o di e-mail in arrivo! 

Tecnica del pomodoro: conclusioni

Questo è un ottimo metodo da utilizzare per completare tutte quelle tasks che hanno bisogno di massima concentrazione. Ma, ricorda, non è un miracolo: ci devi mettere del tuo! 

Se nasci come procrastinatore seriale forse all’inizio non sarà facile, però è proprio quel che ti ci vuole. Imponiti il metodo pomodoro anche se le prime volte non riuscirai a portarlo a termine come vorresti: piano piano migliorerai!

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