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Giurisprudenza sbocchi lavorativi: cosa fare dopo?

Giurisprudenza è da sempre una delle facoltà più scelte dai giovani diplomati. Secondo Altalex negli ultimi tempi c’è stato un calo: dal 2006 al 2018 gli iscritti da 29 000 sono passati a 18 000: un crollo del 38%!
Ciononostante resta uno dei corsi che desta più interesse e curiosità, ma quali sono gli sbocchi lavorativi di Giurisprudenza

E cosa fare dopo la laurea in Giurisprudenza? Forse credi di doverti limitare a uno dei tre pilastri del diritto (avvocato, notaio, giudice) ma le opportunità sono molte di più! Oggi scopriamo insieme tutto il dopo delle Scienze Giuridiche: sbocchi lavorativi e opportunità di carriera!

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Giurisprudenza: il corso in breve

Giurisprudenza, classe LMG-01, è un corso di laurea a ciclo unico: ciò significa che dura 5 anni senza distinzione tra triennale e magistrale. 

Il suo obiettivo è quello di formare professionisti del diritto in grado di capire, analizzare e soprattutto interpretare le norme giuridiche. E non si limitano a sviluppare una cultura giuridica nazionale, ma anche europea e internazionale! 

La legge, per un laureato in Giurisprudenza, non ha misteri. Ecco perché in questi cinque anni di studio ti dedicherai al diritto in ogni sua forma: commerciale, tributario, penale, privato, amministrativo… persino la filosofia del diritto studierai! 

Alla fine, però, avrai sviluppato una grande capacità di ragionamento, analisi e di esposizione. Insomma, ne sarà valsa la pena.

Giurisprudenza sbocchi lavorativi

Eccoci al punto: quali sono gli sbocchi lavorativi di Giurisprudenza? 

Be’, come abbiamo detto prima, innanzitutto ci sono i tre pilastri del diritto:

  • Avvocato 
  • Notaio
  • Giudice

Ma poi esistono altre opportunità! Vediamone qualcuna insieme:

  • Giornalista
  • Professore Universitario o Insegnante 
  • Consulente del lavoro
  • Diplomatico
  • Presentatore televisivo

E poi esiste un’ulteriore possibilità, ovvero quella di accedere ai corsi della Pubblica Amministrazione per concorrere alle posizioni migliori. 

Le cose da dire sono tante: entriamo nel dettaglio e scopriamo qualcosa in più!

Sbocchi lavorativi Giurisprudenza: i tre pilastri

Chi pensa a Giurisprudenza pensa all’avvocato, l’esperto del diritto e della persuasione che difende una tesi a spada tratta, avvalendosi della legge.
Fare l’avvocato comporta 18 mesi di praticantato e il superamento di un esame finale abbastanza tosto, perciò punta ad essere il migliore del tuo corso!

Una volta formato, poi, potrai decidere di praticare l’avvocatura in molti settori diversi tra loro: esiste infatti l’avvocato divorzista, penalista, difensore, civilista e così via. 

In alternativa abbiamo il notaio: questa carriera è il sogno di tantissimi laureandi in Giurisprudenza, perché comporta un guadagno molto alto.

Considera però che la strada per diventare notaio è molto dura, e sono in pochi a perseguirla veramente. Alla fine dovrai affrontare un concorso molto difficile e hai solo 3 possibilità per superarlo.
Una volta formato, la tua parola avrà grande valore: persino il giudice deve dare per buono ciò che tu dici!

E ricolleghiamoci proprio a lui, ora: il giudice, l’ultimo dei tre pilastri del diritto. Con la toga e il martelletto, stabilisce la pena da attribuire a un colpevole.Arbitro in terra del bene e del male”, diceva De Andrè. 

Diventare giudice richiede tanto impegno quanto tempo: ci vogliono infatti 10 anni per raggiungere l’obiettivo, durante i quali affronterai concorsi e tirocini vari. 

Altri sbocchi lavorativi di Giurisprudenza

Ora che abbiamo visto le opportunità più note, affrontiamo quelle un po’ meno immediate quando si pensa a Giurisprudenza: 

  • Giornalista: ebbene sì, è una valida strada per entrare nel mondo del giornalismo! Questa università avvicina molto alle materie umanistiche, e soprattutto sviluppa la capacità di argomentare e di esporre. Che è proprio ciò che serve a un giornalista! Considerando poi che esistono tanti tipi di giornalismo potrai scegliere il settore che più fa per te: da quello giuridico a quello sportivo, ce n’è per tutti i gusti.
  • Consulente del lavoro: si tratta di una figura molto importante nel mondo lavorativo perché si occupa di gestire i rapporti tra azienda e dipendenti. Ne gestisce l’aspetto amministrativo, burocratico e anche finanziario, come per esempio le buste paga. È praticamente un avvocato del lavoro, e anche grazie a lui viene mantenuta l’armonia aziendale.
  • Diplomatico: intraprendere la carriera diplomatica è un altro degli sbocchi di Giurisprudenza, indicato soprattutto per chi conosce più lingue straniere. Richiede il superamento di un concorso pubblico e almeno 35 anni di età.
  • Professore Universitario oppure Insegnante: un’altra strada è quella dell’insegnamento. Puoi puntare alla carriera universitaria con dottorati e bandi, oppure dedicarti ai ragazzi di medie e superiori. Potrai insegnare loro storia, filosofia, diritto, italiano o qualsiasi altra materia umanistica.
  • Presentatore televisivo: non è una conseguenza diretta, ma molti conduttori della nostra TV hanno fatto Giurisprudenza. Coincidenze? Io non credo.
    Complice la parlantina tipica di chi segue questi studi, presentare in TV è una delle più comuni ambizioni tra i banchi di Giurisprudenza.

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Entrare nella Pubblica Amministrazione

Infine, la laurea in Giurisprudenza dà sbocchi lavorativi anche nella Pubblica Amministrazione. 

In particolare, grazie al superamento dei rispettivi corsi potrai entrare in: 

  • Inps
  • Guardia di finanza
  • Ispettorato del lavoro
  • Carabinieri
  • Polizia di Stato
  • Agenzia delle Entrate
  • Inail

E in particolare grazie ai tuoi studi potrai puntare alle posizioni migliori, come per esempio diventare commissario di Polizia

Ti lascio qualche articolo di approfondimento qui sotto:

Conclusioni

Come hai potuto vedere, sono tanti gli sbocchi lavorativi di Giurisprudenza, e anche molto diversi tra loro! La conoscenza del diritto, infatti, è una skill utile in vari settori lavorativi, ed è per questo che un laureato in Giurisprudenza fa sempre comodo.

Non dimenticare, però, che sarà un percorso molto impegnativo: il corso di laurea è ad accesso libero, perciò niente test. Questo non significa però che vada preso sottogamba! Ci sarà da studiare tanto per rimanere al passo: sei pronto?

Allora ti lascio qui una classifica delle migliori università di Giurisprudenza italiane: trova la tua e buona fortuna!

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