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Come diventare logopedista, cosa fa e quanto guadagna

Non riuscire a comunicare efficacemente può essere un disagio notevole per un bambino, ma anche per un adulto. Avere difficoltà a pronunciare, a scandire, semplicemente a parlare può diventare veramente invalidante per una persona: è qui che interviene chi ha deciso di diventare logopedista. Questo specialista aiuta le persone a recuperare la loro libertà di comunicare: lògos in greco, infatti, non significa solo parola, ma anche dialogo, discorso, comunicazione. Infatti il logopedista non interviene soltanto sui difetti di pronuncia delle parole, ma anche sui disturbi di comunicazione e di linguaggio. Per poterlo fare ti serviranno:

  • Buone doti relazionali
  • Un corso di laurea triennale
  • Volontà di aiutare il prossimo

È una delle professioni sanitarie di cui il mondo ha bisogno: se deciderai di diventare logopedista potrai veramente cambiare la vita delle persone, grazie al forte potere delle parole. Se sei attirato da questo lavoro leggi questo articolo per sapere tutto ciò che c’è da sapere per essere un logopedista, anzi il miglior logopedista che si sia mai visto!

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Chi è il logopedista

Perciò abbiamo detto che il logopedista è un professionista nell’ambito del linguaggio: patologie e disturbi di voce, comunicazione e anche apprendimento sono il suo grande cavallo di battaglia. Per diventare logopedista devi conoscere tutte queste problematiche e sapere anche da cosa derivano: molto spesso i disturbi del linguaggio hanno radici profonde nella nostra psicologia. Gli ambiti su cui può intervenire sono perciò divisibili in:

Voce

La voce può essere roca a causa della presenza di noduli, può essere usata nel modo sbagliato, può presentare disfonie temporanee o permanenti, che hanno le cause più svariate come invecchiamento, consumo di fumo e alcol, eccessivo sforzo o laringiti.

Pronuncia

Il caso di difetto di pronuncia che conosciamo tutti è quello della balbuzie, un problema per il quale la parola si interrompe, va a singhiozzi, fatica a uscire. A chiunque può capitare per un momento di ansia e soggezione, ma le persone che ne soffrono fanno fatica a parlare quasi sempre. Chi ha sofferto di balbuzie sa quanto è limitante conviverci!

Spesso, curiosamente, trovano più facile cantare che parlare, e infatti alcuni dei cantanti più famosi hanno un passato da balbuzienti. Per esempio Ed Sheeran. Ma ci sono altri ex balbuzienti famosi nel mondo, come per esempio Bruce Willis, Marilyn Monroe e anche l’attuale presidente degli Stati Uniti d’America Joe Biden!

Oltre a questo, ci sono altri “difetti” di pronuncia che possono causare difficoltà e disagio: la lettera r nella famosa erre moscia e la “zeppola” (sigmatismo). Per molti non è affatto un problema, e vivono tranquillamente senza importarsene. Per altri però, come dicevamo prima, può essere fonte di disagio. Altri ancora devono eliminare il difetto per motivi lavorativi: pensa a chi vorrebbe fare il doppiatore o il lettore di audiolibri! Per loro la voce è uno strumento di lavoro e la pronuncia deve essere impeccabile!

Linguaggio

Alcuni disturbi dello sviluppo neuro-linguistico si presentano nei bambini fino ai 6 anni o adulti reduci da eventi traumatici come per esempio gli ictus, che possono manifestare afasie. Con afasia si intende la perdita di capacità nell’esprimersi o nel comprendere il linguaggio.

Esistono poi i disturbi dell’apprendimento (DSA), come dislessia e discalculia, che causano non poche difficoltà nel bambino ad associare segni grafici e suoni, a memorizzare, a comprendere, e che possono essere un vero disagio. Spesso non sono individuati subito e il soggetto che ne soffre si sente stupido e incapace: bisogna sempre affidarsi al logopedista quando ci sono queste difficoltà.

Logopedista: cosa fa? Mansioni

Quando una persona si presenterà da te, dovrai seguire un iter ben chiaro per poter intervenire al meglio soggettivamente: ognuno ha i propri difetti, le proprie difficoltà che vengono da motivi differenti, perciò non tratterai mai nella stessa maniera due persone con problematiche simili. È come per il fisioterapista o il personal trainer: non intervengono su tutte le persone nello stesso modo perché ognuno ha un corpo e un problema diverso. Stessa cosa per i disturbi della voce e del linguaggio, che hanno cause ed effetti totalmente diversi su ogni persona.

Vediamo quindi quali saranno i tuoi compiti, come è composto l’iter di intervento di un logopedista!

1. Valutazione

Capirai con dialogo e attenzione su cosa dovrà lavorare quella persona, che difficoltà ha e da cosa sono dovute (incapacità fisica o blocco psicologico?), ripercorri con il paziente tutta la sua storia clinica facendo un’anamnesi estremamente accurata. Avrai empatia, calma e infonderai sicurezza e fiducia: devi entrare in confidenza con la persona che intendi aiutare, altrimenti sarà tre volte più difficile. Soprattutto se si tratta di bambini: o riesci a fare breccia o non riuscirai a dare vita a una comunicazione efficace. E se ti è capitato nella tua vita di dare ripetizioni a un bambino schivo, già saprai quanto può essere complicato. Forza e coraggio!

2. Progettazione e attuazione di piani di intervento personalizzati

Come dicevamo prima, una volta individuati il problema e la sua causa, preparerai un piano cucito su misura per quella persona, in cui saranno indicati anche gli obiettivi da raggiungere e in quante sedute. Naturalmente, in corso d’opera potrà variare la necessità e quindi il piano di intervento: tutto dipende dai risultati che dà!

Proprio come un dietista con un piano alimentare: diciamo infatti che questo passaggio dell’iter è lo stesso per tutte le professioni sanitarie.

3. Esercizi di consapevolezza vocale e riabilitazione

La voce è uno strumento, le corde vocali sono composte da muscoli che, come facciamo con il resto del corpo, vanno allenati. Esiste una vera e propria ginnastica della voce: indicherai e insegnerai gli esercizi adatti a ogni tipo di problema, per esempio quale allenamento è migliore per una disfonia? Be’, dimmelo tu!

Ti lascio qui un esempio.

4. Monitoraggio dell’andamento

Seguirai ogni tuo paziente nel suo percorso, dall’inizio fino al raggiungimento degli obiettivi. Dovrai perciò verificare di volta in volta i miglioramenti (o peggioramenti) che ci sono stati, per tenerne conto sugli interventi successivi. Diventare logopedista non vuol dire quindi essere un professionista distaccato dal proprio utente, anzi, lo seguirai passo per passo e sarai lì a monitorare i suoi miglioramenti. Gli starai accanto per tutto il percorso!

5. Insegnare le corrette pratiche respiratorie

Quando siamo piccoli, tutti respiriamo nel modo giusto. Con il passare del tempo, con le giornate intere passate con un banco davanti al diaframma, con le cattive abitudini come il fumo, iniziamo a sbagliare. Disimpariamo a fare la cosa più naturale del mondo: respirare. È qui che intervieni tu, che sei informatissimo sulle corrette pratiche respiratorie e sei pronto a spiegarle ai tuoi pazienti per rimetterli nella giusta via.

Come diventare logopedista? Percorso di studi

Come per tutte le altre professioni sanitarie, bisogna avere la laurea per poter fare questo lavoro. Nello specifico, devi frequentare il corso triennale in Logopedia a cui puoi accedere superando il test di ammissione delle professioni sanitarie. Se vuoi una dritta su come prepararti al meglio, clicca qui. Ti farà piacere sapere che poi non devi fare altro: la laurea triennale è già abilitante, ti basta quella per poter esercitare nel settore pubblico, privato o per metterti in proprio.

Volendo però, puoi continuare a studiare con una laurea magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione: questo se vuoi dedicarti a ricerca, formazione (insegnamento) o gestione & management.

Di cosa si occupa il logopedista?

Ma quindi, esattamente, quali sono i problemi che si propone di risolvere chi decide di diventare logopedista? Cosa cura il logopedista, e in quali casi ci sarà bisogno che attui una terapia riabilitativa? In via generale, le problematiche di cui si occupa sono:

  • Disturbi di relazione, come per esempio l’autismo
  • Disfagia, spesso presente in soggetti con sindrome di Down
  • Disturbi dell’apprendimento, i cosiddetti DSA che abbiamo nominato prima
  • Disartria, difficoltà ad articolare alcune lettere insieme tipica del Parkinson o della SLA
  • Balbuzie e difetti di pronuncia
  • Disfonia, cioè il suono debole della voce dovuto principalmente a interventi alla gola o alle corde vocali

Quanto guadagna un logopedista? Stipendio

Ma quanto guadagna un logopedista? Questo mago del linguaggio, a contratto, ha uno stipendio medio stabile tra i 1200 e i 1450€: toglici un 2/300 euro se si tratta di lavoro part time. Considera ovviamente che se lavori in proprio come libero professionista quanto guadagni non può essere definito: dipende da dove lavori, da quanti clienti riesci ad avere, da quanto fai pagare ogni seduta.

Vale un po’ lo stesso discorso per tutti i lavoratori in proprio, per chiunque abbia uno studio, come anche un tatuatore o un commercialista. Per esempio, al nord Italia una seduta dal logopedista può costare anche il doppio rispetto a Sicilia e Calabria. Insomma, cerca sempre di non esagerare ma nemmeno di svalutarti: in medio stat virtus.


Ci tengo a ricordarti di non scegliere un lavoro solo e soltanto per lo stipendio che ti porterà! Certo è importante tenerlo in considerazione, ma diventare logopedista è un lavoro impegnativo che ha bisogno di una solida base di passione. Non vai da nessuna parte se fai qualcosa che non ti piace! E questo sempre, non solo per quanto riguarda il diventare logopedista. Che sia l’infermiere o lo sceneggiatore, senza amore per ciò che fai sei destinato al fallimento. Segui le tue passioni in primis!

Questo è tutto. Diventare logopedista è una scelta che personalmente apprezzo molto: è volontà di aiutare il prossimo al 100%, è lavoro di empatia e appoggio totale, è comprensione delle difficoltà altrui. Solo chi l’ha vissuto sa quanto può essere disagevole un problema di linguaggio: solo chi l’ha vissuto e, naturalmente, un logopedista. Allora, sei convinto?

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