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Come diventare logopedista, cosa fa e quanto guadagna

Non riuscire a comunicare efficacemente può essere un disagio notevole per un bambino, ma anche per un adulto.
Avere difficoltà a pronunciare, a scandire, semplicemente a parlare può diventare veramente invalidante per una persona: è qui che interviene chi ha deciso di diventare logopedista.

Questo specialista aiuta le persone a recuperare la loro libertà di comunicare: lògos in greco, infatti, non significa solo parola, ma anche dialogo, discorso, comunicazione. Infatti il logopedista non interviene soltanto sui difetti di pronuncia delle parole, ma anche sui disturbi di comunicazione e di linguaggio.


Ma come diventare logopedista? Con:

  • Buone doti relazionali
  • Un corso di laurea triennale
  • Tanta volontà di aiutare il prossimo

È una delle professioni sanitarie di cui il mondo ha bisogno: se deciderai di intraprendere questa strada potrai veramente cambiare la vita delle persone, grazie al forte potere delle parole.

Se sei attirato da questo lavoro leggi questo articolo per sapere tutto ciò che c’è da sapere per essere un logopedista, anzi il migliore che si sia mai visto!

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Chi è il logopedista

Abbiamo detto che il logopedista è un professionista nell’ambito del linguaggio: patologie e disturbi di voce, comunicazione e anche apprendimento sono il suo grande cavallo di battaglia. Per diventare logopedista devi conoscere tutte queste problematiche e sapere anche da cosa derivano: molto spesso i disturbi del linguaggio hanno radici profonde nella nostra psicologia. Gli ambiti su cui può intervenire sono perciò divisibili in:

  • Voce: roca, usata nel modo sbagliato o che presenta disfonie temporanee o permanenti.
  • Pronuncia: difetti come la balbuzie possono essere veramente limitanti nella vita di tutti i giorni, ma ce ne sono altri come la erre moscia o la “zeppola” (sigmatismo) che possono causare altrettanto disagio. E possono essere anche una barriera in ambito lavorativo: pensa chi vuole fare il doppiatore, il lettore di audiolibri o il telecronista!
  • Linguaggio: In soggetti con disturbi dello sviluppo neuro-linguistico o reduci da eventi traumatici (come per esempio gli ictus) possono presentarsi le afasie. Con afasia si intende la perdita di capacità nell’esprimersi o nel comprendere il linguaggio.
    Esistono poi i disturbi dell’apprendimento (DSA), come dislessia e discalculia, che causano non poche difficoltà nel bambino ad associare segni grafici e suoni, a memorizzare, a comprendere, e che possono essere un vero disagio.
    Spesso non sono individuati subito e il soggetto che ne soffre si sente stupido e incapace: bisogna sempre affidarsi al logopedista quando ci sono queste difficoltà.

Logopedista: cosa fa?

Ma il logopedista cosa fa per intervenire in questi ambiti? Come si comporta per favorire il miglioramento?

Quando una persona si presenterà da te, dovrai sempre attuare un iter soggettivo: ognuno ha i propri difetti, le proprie difficoltà che vengono da motivi differenti, perciò non tratterai mai nella stessa maniera due persone con problematiche simili.

È come per il fisioterapista o il personal trainer: non intervengono su tutte le persone nello stesso modo perché ognuno ha un corpo e un problema diverso. Stessa cosa per i disturbi della voce e del linguaggio, che hanno cause ed effetti totalmente diversi su ogni persona.

Vediamo quindi quali saranno i tuoi compiti, come è composto l’iter di intervento di un logopedista!

Mansioni: iter di intervento del logopedista

  • Valutazione: capire con dialogo e attenzione che difficoltà presenta la persona e da cosa sono dovute (incapacità fisico o blocco psicologico?). Farai un’anamnesi accurata analizzando la sua storia clinica. Avrai empatia, calma e infonderai sicurezza e fiducia: se non riesci a entrare in confidenza con il tuo paziente, sarà tre volte più difficile che si faccia aiutare. Soprattutto se si tratta di bambini: lavorare con i più piccoli è bello ma spesso più impegnativo proprio per via della fiducia.
    Se ti è capitato di dare ripetizioni a un bambino schivo sai di cosa parlo!
  • Progettazione e attuazione di piani di intervento personalizzati. Il tuo intervento dovrà essere cucito su misura per quella persona: sarà un piano che indica il numero di sedute previste, il tipo di lavoro da fare e gli obiettivi da raggiungere. Ovviamente le necessità possono variare in corso d’opera, e sarà quindi opportuno modificare il piano di conseguenza.
    Questo è ciò che accade anche al dietista e in genere a tutti gli operatori sanitari.
  • Esercizi di consapevolezza vocale e riabilitazione: la voce è uno strumento, le corde vocali sono composte da muscoli che, come facciamo con il resto del corpo, vanno allenati. Esiste una vera e propria ginnastica della voce: indicherai e insegnerai gli esercizi adatti a ogni tipo di problema, per esempio quale allenamento è migliore per una disfonia? Torna tra qualche anno e dimmelo tu. 😉
  • Monitoraggio dell’andamento: seguirai ogni tuo paziente nel suo percorso, dall’inizio fino al raggiungimento degli obiettivi. Dovrai perciò verificare di volta in volta i miglioramenti (o peggioramenti) che ci sono stati, per tenerne conto sugli interventi successivi. Diventare logopedista non vuol dire quindi essere un professionista distaccato dal proprio utente, anzi, lo seguirai passo per passo e sarai lì a monitorare i suoi miglioramenti. Gli starai accanto per tutto il percorso!
  • Insegnare le corrette pratiche respiratorie: Quando siamo piccoli, tutti respiriamo nel modo giusto. Con il passare del tempo, con le giornate intere passate con un banco davanti al diaframma, con le cattive abitudini come il fumo, iniziamo a sbagliare. Disimpariamo a fare la cosa più naturale del mondo: respirare. È qui che intervieni tu, che sei informatissimo sulle corrette pratiche respiratorie e sei pronto a spiegarle ai tuoi pazienti per rimetterli nella giusta via.

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Come diventare logopedista? Percorso di studi

Come per tutte le altre professioni sanitarie, bisogna avere la laurea per poter fare questo lavoro. Nello specifico, devi frequentare il corso triennale in Logopedia a cui puoi accedere superando il test di ammissione delle professioni sanitarie.

Se vuoi una dritta su come prepararti al meglio, clicca qui. Ti farà piacere sapere che poi non devi fare altro: la laurea triennale è già abilitante, ti basta quella per poter esercitare nel settore pubblico, privato o per metterti in proprio.

Volendo però, puoi continuare a studiare con una laurea magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione: questo se vuoi dedicarti a ricerca, formazione (insegnamento) o gestione & management.

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Di cosa si occupa il logopedista?

Ma quindi, esattamente, quali sono i problemi che si propone di risolvere chi decide di diventare logopedista? Cosa cura il logopedista, e in quali casi ci sarà bisogno che attui una terapia riabilitativa? In via generale, le problematiche di cui si occupa sono:

  • Disturbi di relazione, come per esempio l’autismo
  • Disfagia, spesso presente in soggetti con sindrome di Down
  • Disturbi dell’apprendimento, i cosiddetti DSA che abbiamo nominato prima
  • Disartria, difficoltà ad articolare alcune lettere insieme tipica del Parkinson o della SLA
  • Balbuzie e difetti di pronuncia
  • Disfonia, cioè il suono debole della voce dovuto principalmente a interventi alla gola o alle corde vocali

Quanto guadagna un logopedista? Stipendio

Ma quanto guadagna un logopedista? Questo mago del linguaggio, a contratto, ha uno stipendio medio stabile tra i 1200 e i 1450€: toglici un 200-300 euro se si tratta di lavoro part time.

Considera ovviamente che se lavori in proprio come libero professionista quanto guadagni non può essere definito: dipende da dove lavori, da quanti clienti riesci ad avere, da quanto fai pagare ogni seduta.

Vale un po’ lo stesso discorso per tutti i lavoratori in proprio, per chiunque abbia uno studio, come anche un tatuatore o un commercialista.
Per esempio, al nord Italia una seduta dal logopedista può costare anche il doppio rispetto a Sicilia e Calabria. Insomma, cerca sempre di non esagerare ma nemmeno di svalutarti: in medio stat virtus.


Ci tengo a ricordarti di non scegliere un lavoro solo e soltanto per lo stipendio che ti porterà. Certo è importante tenerlo in considerazione, ma diventare logopedista è un lavoro impegnativo che ha bisogno di una solida base di passione. Non vai da nessuna parte se fai qualcosa che non ti piace! E questo sempre, non solo per quanto riguarda il diventare logopedista. Che sia l’infermiere o lo sceneggiatore, senza amore per ciò che fai sei destinato al fallimento. Segui le tue passioni in primis!

Questo è tutto. Diventare logopedista è una scelta che personalmente apprezzo molto: è volontà di aiutare il prossimo al 100%, è lavoro di empatia e appoggio totale, è comprensione delle difficoltà altrui. Solo chi l’ha vissuto sa quanto può essere disagevole un problema di linguaggio: solo chi l’ha vissuto e, naturalmente, un logopedista. Allora, sei convinto?

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