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Come diventare infermiere e quanto guadagna

Dal momento in cui l’intero mondo è stato catapultato nella pandemia del COVID-19, il lavoro dell’infermiere è stato al centro dell’interesse pubblico. Alcuni che ringraziano gli infermieri per la loro dedizione, altri che pongono l’attenzione sul fattore sfruttamento, e molti che semplicemente si sono interessati a questa professione come possibile strada per il proprio futuro. Insomma, in un modo o nell’altro giornalmente ne sentiamo parlare. Ma come diventare infermiere? Sostanzialmente ti servono:

  • Doti caratteriali
  • Resistenza alla fatica
  • Laurea in Infermieristica

E poi chi è, esattamente, l’infermiere? E cosa fa? Oggi scopriamo insieme tutto quello che devi sapere se vorresti diventare anche tu il cuore dell’ospedale: cosa studia, cosa fa e quanto guadagna un infermiere!

Chi è l’infermiere professionista?

L’infermiere è una figura professionale dell’ambito sanitario, incaricato di tutto ciò che è compreso nella sfera assistenziale. È il punto di riferimento sia del medico che del paziente; per il primo, raccoglie ogni tipo di informazione necessaria e utile. Per il secondo, invece, è quella figura a cui rivolgersi se si ha qualche necessità o bisogno. L’infermiere sorride, sempre, anche se il suo umore è nero: ricorda sempre che favorire il benessere del tuo paziente viene prima di ogni altra cosa. Diventare infermiere è un po’ come diventare operatore socio sanitario, da questo punto di vista. In linea di massima, ci sono alcune doti personali senza le quali non puoi proprio puntare a questa carriera. Vediamole insieme.

1. Empatia e altruismo

Qui come in ogni altro lavoro a contatto con chi ha un bisogno, dove vai senza l’empatia? Da nessuna parte. Devi saper comprendere il dolore altrui, immedesimarti ma senza rischiare di soffrire al loro posto. Devi mettere sempre le necessità dei tuoi pazienti anni luce prima delle tue. Insomma, come per quanto riguarda l’OSS, diventare infermiere non è cosa per tutti.

2. Conoscenza scientifica

Ovviamente, non si nasce infermieri e non lo si diventa per magia o con la sola “vocazione”: bisogna studiare, e dopo vedremo tutto il percorso formativo insieme.

3. Abilità tecniche

Stesso discorso. Dovrai studiare per fare quotidianamente un sacco di manovre, porre i pazienti in tantissime posizioni specifiche differenti, occuparti di gestione e smaltimento dei rifiuti e seguire sempre gli stessi iter, senza sbagliare. È a causa degli errori di infermieri (e medici) che molti pazienti sviluppano infezioni ospedaliere; anche un semplice lavaggio di mani non effettuato può causare gravi danni. Perciò per diventare infermiere devi essere veramente capace e consapevole di quello che fai, e dell’impatto che può avere un’azione fatta con superficialità!

4. Rispetto della dignità umana

Quando fai un lavoro in cui ti puoi ritrovare a dare aiuto alle persone in situazioni intime e personali, tu DEVI rispettare la loro dignità. Perché se la situazione crea imbarazzo e tu, infermiere, anziché tentare di mettere a proprio agio il paziente peggiori la situazione… Cambia mestiere. Immaginati la scena: una coppia di infermieri sta aiutando un paziente a farsi il bagno. Nel frattempo, in una situazione così intima e privata, chiacchierano amabilmente tra loro, come se il paziente non esistesse. Ecco, questo non deve MAI capitare.
È per questo che dovrai sempre ragguagliare il paziente su ciò che stai per fare e intrattenerlo durante l’esecuzione di qualsiasi manovra.

5. Forza e resistenza

Non è proprio una qualità umana, ma è necessaria, trattandosi di un lavoro di fatica che prevede molti sforzi fisici. Considera che il 60% degli infermieri ha problemi di lombalgia…

Un altro lavoro in cui è necessaria una certa resistenza fisica? Sicuramente fare il pizzaiolo!

Dove lavora

Un infermiere può lavorare sia in enti pubblici (come un ospedale) sia in strutture sanitarie private; oppure può svolgere la sua attività come libero professionista. Inoltre, l’infermiere può lavorare in diversi ambiti, che ne modificano l’esperienza lavorativa e lo stipendio. Queste aree sono:

  • Area di assistenza di base: Il lavoro “canonico”, in reparti classici come Medicina e Chirurgia.
  • Area tecnica: per esempio all’interno della sala operatoria, di supporto ai chirurghi… Bisturi!
  • Area critica: In reparti dedicati a situazioni più serie come, per esempio, la Rianimazione, o urgenti come il Pronto Soccorso. Qui il lavoro diventa un po’ più movimentato, più frenetico: si è sempre all’erta, pronti all’arrivo del prossimo paziente che potrebbe avere letteralmente di tutto.
  • Area specialistica: con i dovuti studi approfonditi, un infermiere può lavorare in settori specialistici come la pediatria o la geriatria.
  • Sul territorio: come, per esempio, un infermiere che fa assistenza domiciliare. Alcune persone non autosufficienti sono allettate in casa propria e necessitano di cure: ci pensano gli infermieri di questo settore, che svolgono le stesse mansioni che normalmente si fanno in ospedale, ma direttamente a domicilio. Infermiere delivery, altro che rider!

Diventare infermiere solo per i più piccoli: si può?

Certo che sì! Puoi pensare di diventare infermiere pediatrico: farai tutto quello che fa un infermiere, ma solo e soltanto per i neonati e i bambini. Quando si trovano in ospedale, i più piccini hanno bisogno di un approccio molto diverso rispetto agli adulti. Possono essere spaesati, spaventati e diffidenti: c’è bisogno di qualcuno che abbia studiato esattamente come comportarsi con loro per infondere calma e fiducia.

Se hai un grande amore per il mondo dell’infanzia, questa e tutte le strade che troverai in questo articolo potranno fare al caso tuo!

Ma quali sono le mansioni di un infermiere?

Abbiamo detto chi è, dove lavora e come deve essere umanamente. Se ti riconosci in queste qualità e la cosa inizia a interessarti, sicuramente adesso vorrai sapere cosa fa un infermiere nel suo lavoro tutti i giorni. Eccoti servito! Vediamo infatti tutte le fasi che compongono il lavoro su un singolo paziente dell’infermiere

1. Presa in carico del paziente

L’infermiere accoglie lui e, se c’è, il suo accompagnatore. Come l’OSS, si impegna a mantenere un rapporto anche con la famiglia delle persone a cui bada. Già da subito fa una prima valutazione dei bisogni e sugli obiettivi da raggiungere. Deve saper organizzare il lavoro su misura d’ogni paziente: non hanno tutti le stesse necessità.

2. Pianificazione assistenziale

La pianificazione assistenziale è l’organizzazione di cui stiamo parlando: come devo agire su questa persona? In che ordine devo erogare questi servizi? Sono queste le domande che ti porrai per poter lavorare al meglio.

3. Erogazione dei servizi

La parte pratica del lavoro, che si compone di tantissime mansioni differenti. Rilevazione dei parametri vitali, somministrazione di terapie, manovre particolari specifiche per ogni problematica, medicazione e pulizia delle ferite, ausilio negli spostamenti… queste sono solo alcune delle cose che farai. Sei il cuore dell’ospedale, perché fai tutto questo e lo fai con amore.

4. Valutazione

Si tratta del monitoraggio continuo che fanno gli infermieri ogni volta che hanno un contatto col paziente. Ti avvicini solo per portare una pastiglia, ma nel frattempo butti un occhio alle sue condizioni di salute: sembra febbricitante? Pallido? Troppo stanco? Annota TUTTO sulla tua scheda.

La valutazione è una parte importante di tutte le professioni sanitarie, anche per il dietista o il fisioterapista c’è sempre grande attenzione durante questo passaggio!

5. Educazione del paziente

Solitamente, quando una persona viene dimessa dall’ospedale, va via con una cura da portare avanti a casa. Sei tu a doverla istruire su ciò che deve fare; inoltre, sei tu a educare i pazienti ai comportamenti sani che dovrebbero assumere.

Fumare, mangiare male, bere troppo: proviamo a smettere? Un altro professionista che si occupa di educazione del paziente in questo senso è l’igienista dentale: può interessarti?

6. Formazione continua

Naturalmente diventare infermiere è una crescita costante, accompagnata quindi da frequenti corsi di aggiornamento. In più, se fai l’infermiere collabori con la formazione del nuovo personale di supporto, come per esempio gli OSS.

Come diventare infermiere: il percorso universitario

Questa è una professione: ciò significa che l’università è l’unica strada possibile. Il corso in questione è triennale in Scienze Infermieristiche (ti linko QUI quello della statale di Milano), disponibile in praticamente tutte le città italiane. Fino a qualche anno fa, alla fine dei tre anni era obbligatorio fare un esame per poter accedere all’albo degli infermieri. Già da un paio d’anni, invece, la laurea risulta già abilitante.
Per accedere al corso dovrai superare il temutissimo test d’ammissione: hai bisogno di una mano? Leggi il nostro articolo per sapere tutto a riguardo e come prepararsi al meglio!

Ora forse ti starai chiedendo: ma per tre anni devo studiare una cosa che concretamente non so neanche cos’è? Ovviamente no! Studiare infermieristica non è soltanto libri e teoria, ma prevede una grande porzione di laboratori e tirocinio sul campo già dal primo anno. Sin da subito hai la possibilità di mettere in pratica quello che studi e capire se è realmente la strada giusta per te.

E poi? Diventare infermiere dopo la triennale

Una volta, laureato, hai due possibilità: o iniziare subito a lavorare -non è molto difficile trovare un posto, soprattutto ora – o continuare a studiare iscrivendoti ad un corso di laurea magistrale. In questo caso, hai molti campi su cui poterti specializzare, come geriatria , infermieristica legale e forense… Ovviamente più sei qualificato e competente, più ottieni una certa importanza (anche a livello remunerativo.)

Ah! Un infermiere con una buona esperienza alle spalle può insegnare le Discipline Sanitarie nelle scuole superiori: è un’altra opportunità che ci tenevo a dirti per farti capire quante cose diverse si possono fare, a volte, partendo da uno stesso punto!

Quanto guadagna un infermiere? Stipendio

Lo so che per poter scegliere cosa fare del tuo futuro ti interessa anche lo stipendio, è normale, bisogna avere una visione d’insieme. Certo la passione, l’amore per l’aiutare gli altri, tutto molto bello: ma bisogna anche poter mangiare. Allora, le cose sono un po’ diverse in base a dove lavorerai. Risulta che un infermiere guadagna:

  • Nel pubblico: si arriva a circa 1700€ mensili. Lavorare in ospedale, quindi, alza un po’ lo stipendio.
  • Nel privato: case di riposo, strutture sanitarie di vario genere arrivano a pagare circa 1500€ al mese. Non c’è poi questa grande differenza, insomma.
  • In onlus e cooperative: Siamo sempre nel campo del privato, ma qui le cose cambiano perché la media è di 1000€ mensili. E le mansioni sono sempre le stesse…
  • Infermiere di area tecnica o critica: Questo tipo di infermiere guadagna anche 2000€ al mese. Il suo è un lavoro di concentrazione e massima precisione. Più soldi, più responsabilità.

Ma aspetta! Non andare via, devo dirti ancora una cosa che potrebbe cambiare le tue prospettive.

Fare l’infermiere all’estero

Ecco, voglio farti una breve panoramica su cosa cambia, a livello di soldi, se prendi in considerazione l’idea di diventare infermiere all’estero. In Inghilterra, per le stesse 37 ore che faresti in Italia, ti darebbero 2300€ netti senza contare notti e festivi. In Svezia, siamo sui 2100 che, sommati agli extra, arrivano quasi certamente ai 2500€.

Ma non ti serve allontanarti così tanto per forza: un infermiere può puntare agli stessi guadagni anche in Trentino Alto Adige… se è bilingue. Che dici, è il caso di imparare con noi una lingua in un mese? Mi sa proprio di sì.

Insomma, se pensare di fare questo lavoro ti ha fatto un po’ brillare gli occhi, se hai passato la tua adolescenza a guardare Grey’s Anatomy e sognare di girare tra i reparti, non lasciarti scoraggiare dalle difficoltà del percorso. Ogni strada tortuosa, alla fine, ti regala i panorami migliori.

Facci sapere cosa ne pensi nei commenti, ci vediamo al prossimo orientamento! 🙂

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