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Come diventare interprete ed essere chiunque

Spesso abbiamo a che fare con gente che studia lingue perché vorrebbe diventare interprete: a grandi linee, tutti sappiamo che è un mestiere che ha a che fare con la traduzione… Però, chi è davvero l’interprete? È l’esperto di lingua e di comunicazione che traduce oralmente dialoghi in atto durante spettacoli, eventi televisivi, conferenze e, in generale, là dove ce n’è bisogno. Può svolgere il suo lavoro in proprio come freelance o presso agenzie specializzate, proprio come il traduttore. Per fare questo lavoro ti serviranno:

  • Padronanza dell’italiano
  • Conoscenza di almeno una lingua straniera (ma di solito sono richieste più lingue straniere)
  • Capacità di comunicazione 
  • Laurea 

Entriamo più nel dettaglio, indaghiamo come dei veri detective su questo lavoro! Scopriamo quindi oggi come diventare, perché e quanto guadagna un interprete!

Differenza tra diventare interprete o traduttore

A proposito, questi due lavori sono spesso scambiati tra loro perché effettivamente sono molto simili. L’unica – ma grande – differenza è che mentre diventare interprete vuol dire tradurre oralmente, il traduttore invece si occupa di testi scritti di ogni genere.

Interpreti e traduttori sono praticamente due facce della stessa medaglia: entrambi devono studiare e sapere non solo le lingue, ma anche i costumi, le abitudini linguistiche e culturali dei paesi in cui si parlano quelle lingue. Se il tuo obiettivo è diventare interprete, perciò, avrai anche le competenze giuste per poter ampliare il tuo lavoro e fare anche il traduttore, se vorrai. 

Ah! Trovi questi mestieri nel nostro articolo sui lavori in cui sapere le lingue è un grande vantaggio: vieni a scoprire quali sono gli altri in lista!
Ti accorgerai infatti che questa piccola competenza facilmente acquisibile anche da autodidatta, ti aprirà le porte del mondo e del lavoro molto di più di quanto tu possa immaginare. Non smetterò mai di dirlo: sapere le lingue è un passe-partout per qualunque cosa! 

Qualità che non possono mancare in un interprete

  • Completa conoscenza e padronanza delle lingue.
    Il tuo lavoro si concentrerà tutto intorno a questo, perciò devi essere perfettamente bilingue (o poliglotta, ancora meglio!) per diventare interprete. Se la strada di cui parliamo oggi pensi possa diventare tua, vai subito al mio metodo per imparare ogni lingua in un mese e insegui il tuo sogno!
  • Alta capacità di concentrazione.
    Come vedremo più avanti, la tua traduzione può essere praticamente simultanea al discorso dell’oratore. Non c’è un tasto replay, non puoi riavvolgere il nastro e riascoltare: non puoi permetterti distrazioni! Devi saperti concentrare come un correttore di bozze, o ancora di più come un controllore di volo.
  • Trasmettere stile e tono della comunicazione originale.
    Interpretare significa, letteralmente, farsi portavoce di sentimenti e idee altrui, e a me piace pensare che diventare interprete sia anche fare un po’ l’attore. Non puoi riportare un discorso d’amore con lo stesso tono che avresti se ti fosse appena morto il gatto: devi metterci la stessa passione, la stessa intensità dell’oratore. Lo devi interpretare. Quindi potremmo dire che diventare interprete è simile, per certi versi, a diventare doppiatore!
    Se vuoi capire veramente come deve lavorare un interprete per arrivare al successo, prendi come esempio Olga Fernando. Chi è? L’avrai di certo vista almeno una volta nella vita a C’è posta per te, seduta accanto a tutti gli ospiti di fama internazionale del programma. Oltre a questo, sappi che ha interpretato per personaggi del calibro di Barack Obama e la regina Elisabetta, ed è sempre accanto al presidente della repubblica nelle sue visite a governi esteri. Insomma, se impari davvero l’arte dell’interpretariato, guarda come puoi puntare in alto!

Come si divide il lavoro di interpretariato

Il compito è sempre la traduzione orale, l’interpretazione delle comunicazioni da una lingua straniera alla propria lingua madre: però può svolgersi in modi completamente diversi tra loro. Tieni conto che per fare l’interprete dovrai saper tirare fuori la voce, che sarà il tuo strumento proprio come succede per un doppiatore,un cantante o un lettore di audiolibri.

Timidezza e introversione possono sembrarti ostacoli insormontabili, adesso che ti ho detto questa cosa, ma lascia che te ne dica un’altra: passeranno. Sembra banale e te lo sarai sentito ripetere centinaia di volte, ma è un dato di fatto. La timidezza si sconfigge sforzandosi di fare, un po’ alla volta, quelle azioni che ci mettono ansia, paura e ci fanno tremare un po’ le ginocchia. Detto questo, il lavoro di interpretariato si suddivide in vari step. Vediamoli insieme uno per uno.

  • Traduzione a vista.
    Devi padroneggiare le lingue talmente tanto bene da poter leggere nella tua mente un testo in una lingua e, istantaneamente, tradurlo esponendolo agli ascoltatori. Come se lo stessi semplicemente leggendo. A me, personalmente, sembra un lavoro veramente tosto.
  • Traduzione simultanea.
    Immagina una sala conferenze; al centro dell’attenzione, un oratore espone le sue argomentazioni al pubblico. Il problema è che nessuno lo capisce: qui entri in gioco tu, dalla tua cabina isolata, munito di microfono e di cuffie. Ascolti l’oratore e, quasi in contemporanea, traduci. Ascolti e traduci allo stesso tempo: sembra folle, vero? È un tipo di interpretariato per cui è necessaria un’altissima capacità di concentrazione. In qualche scena della serie tv Valeria puoi farti un’idea di com’è una cabina da interprete e come lavora… Sì, okay, ogni scusa è buona per aprire Netflix.
  • Chuchotage.
    È ciò che fa Olga Fernando a C’è posta per te: sussurra all’orecchio di attori come Julia Roberts e Bradley Cooper la traduzione di ciò che viene detto da tutti nel programma. Mica male, eh? Mi sa che ti ho convinto.
  • Traduzione consecutiva.
    Simile alla simultanea, ma si lascia parlare l’oratore per brevi porzioni di discorso, per poi tradurre. È un po’ più facile perché nessuno dei due parla sopra l’altro.
  • Traduzione di trattativa.
    Solitamente per incontri d’affari, sei il ponte che lega due o più persone che non si comprendono.

Come diventare interprete: percorso di studi

Te lo dico subito: per diventare interprete ti serve la laurea. Il percorso ideale sarebbe una laurea triennale in Lingue più la magistrale in Lingue Moderne per la Comunicazione e la Cooperazione Internazionale. Questa facoltà è abbastanza ben distribuita in Italia (la trovi all’università di Padova, Verona, Milano, Bologna, Macerata e Napoli). Dopo la laurea sarai già pronto per lavorare.

Tenendo bene a mente che questa è la strada più sicura, sappi che ci sono anche delle alternative, che sono comunque istituti universitari o parauniversitari. Si tratta di scuole superiori per traduttori e interpreti, per esempio la IUSLIT di Trieste o la scuola per mediatori linguistici di Vicenza.

Lo so, non sembra proprio una passeggiata diventare un professionista dell’interpretariato, ma se è ciò che vuoi fare, sai quanto te ne pentirai se nemmeno ci provi? Diventare interprete è veramente il tuo sogno? Risponditi a questa domanda, e se è un sì… Continua senza pensare alle difficoltà!

Non dimenticare l’italiano! 

Ah! Vorrei darti un ulteriore consiglio, e ci tengo a dirtelo perché magari non hai mai visto la cosa sotto questo punto di vista. Quando parliamo del lavoro dell’interprete, infatti, ci soffermiamo sempre sull’importanza della lingua straniera e di saperla alla perfezione. Ma, forse ancora più importante, dobbiamo essere padroni assoluti della lingua italiana!

Questo perché per riuscire a rendere i concetti e le emozioni di chi interpretiamo devi conoscere quanti più parole, modi di dire, costrutti sintattici e lessicali possibili! Perciò perché non seguire un corso di scrittura creativa come questo, oppure un bel corso di teatro

La conoscenza non è mai troppa, e più sei qualificato più è probabile che tu riesca a raggiungere il tuo obiettivo non solo di diventare interprete, ma anche di farlo in modo efficace e farti presto un nome! 

Quanto guadagna un interprete? Stipendio

Se ti stai chiedendo quanto guadagna un interprete, sappi che lo stipendio iniziale è moderato: 1200€ al mese. Ma sai qual è il bello di un lavoro come questo? È che l’impegno e la dedizione danno i loro frutti: frutti che ti riempiono le tasche. Si può solo migliorare, e senti qua cosa ho da dirti: un interprete di alto livello guadagna circa 300€ al giorno, e non si considera solo il giorno della conferenza -per esempio- a cui deve presenziare. Viene pagato, infatti, per tutto il periodo in cui si informa e si prepara riguardo all’argomento della conferenza.

È un lavoro soddisfacente sotto ogni punto di vista, ma senza la giusta motivazione non si può fare. In più, diventare interprete è un lavoro di crescita e miglioramento, perciò avrai sempre la possibilità di arrivare a guadagni maggiori. Lo stipendio te lo costruisci tu lungo il cammino!

Ricordati sempre di non scegliere una strada piuttosto che un’altra solo e unicamente per quanto ti fa riempire il portafoglio. Certo, lo stipendio è importante ed è un fattore da valutare quando si sceglie il lavoro del proprio futuro, ma senza passione quei soldi non ti diranno proprio niente. Sarai insoddisfatto e non felice di quello che fai ogni giorno. Perciò sì, da’ importanza al guadagno ma considera prima quanto ti appassiona l’idea di prendere quella strada!

Diventare interprete Parlamento Europeo 

Sai che esiste anche la possibilità di proporsi per diventare interprete per il Parlamento Europeo o in generale per l’UE? Lavorando come freelance insieme agli interpreti funzionari della Commissione Europea, del Parlamento Europeo e della Corte di Giustizia! Ovviamente dovrai avere dei requisiti ben precisi, tra cui:

  •  Una laurea in interpretazione di conferenza o
  • Una laurea in qualsiasi disciplina più un corso di interpretazione di conferenza o 
  • Almeno un anno di esperienza come interprete di conferenza.

Se avrai uno di questi requisiti potrai essere ammesso al test di accreditamento e provare a perseguire questa strada. Se la cosa ti interessa io ti lascio qui lo spazio dove poter inviare la tua candidatura! Visto quante possibilità ci sono nel mondo di cui non eri ancora a conoscenza?

E tu? Pensi di essere portato a interpretare? Vorresti anche tu fare l’interprete e sussurrare all’orecchio dei tuoi divi di Hollywood preferiti? Mettici tutto te stesso e, tra qualche anno, seduto sui divanetti di C’è Posta per te con Chris Hemsworth (sì, ci è andato davvero) potresti esserci tu… E puntare allo stipendio di Olga Fernando

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