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Come gestire lo smart working: strumenti e abitudini per il lavoro agile

È da oltre un decennio che lo smart working è diventato un modo come un altro di lavorare, ma è solo da un paio d’anni che anche qui in Italia ci siamo resi conto del suo vero potenziale. Pensa che nel periodo più critico della pandemia, ben il 97% delle grandi imprese ne ha usufruito, e molte non lo hanno più lasciato!

Ma come gestire lo smart working al meglio, ottimizzando il lavoro e favorendo il benessere mentale? 

Quali sono gli strumenti per smart working che non possono mancare nella casa di un lavoratore agile? 

Oggi parliamo proprio di questo: pro, contro, buona gestione e strumenti fondamentali per chi lavora dalla scrivania della propria camera.

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Pro e contro dello smart working

Che tu sia il dipendente di un’azienda o un redattore editoriale freelance poco cambia: sì, ci sono delle differenze legate a orari e mansioni, certo… Ma in linea di massima lo smart working presenta a tutti i suoi praticanti determinati pro e contro. 

Vediamoli insieme!

Pro

  • Risparmio di tempo: magari in ufficio lavori 8 ore al giorno ma ce ne metti 1 e mezza tra andata e ritorno, e se c’è traffico va persino peggio. Questo non succederà più.
  • Risparmio di soldi: niente benzina, niente biglietti dell’autobus da pagare, niente pranzo da asporto. Un bel piatto di pasta a casa del valore di 1€ totale e via!
  • Meno impatto ambientale: riducendo gli spostamenti, fai un favore al pianeta.
  • Maggiore comfort: sei a casa tua, nel tuo caldo nido sicuro. Questo significa meno stress e, automaticamente, migliore resa lavorativa.
  • Autonomia e flessibilità oraria: non (sempre) sei obbligato a rispettare determinati orari, perciò puoi lavorare in base a come rendi meglio tu. Se sai di funzionare meglio dalle 10 in poi, inizierai in quel momento. Se sai di avere bisogno di determinate pause durante la giornata, sarai libero di prenderle. Sei tu a decidere, e potresti scoprire di poter impiegare la metà del tempo a compiere le stesse mansioni che facevi in ufficio.
  • Più tempo per la famiglia: certo, stai pur sempre lavorando. Ma se sai organizzarti al meglio nei momenti di pausa puoi trascorrere il tempo con i tuoi familiari, che con il lavoro canonico vedresti solo a fine giornata. 

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Contro

  • Serve uno spazio dedicato: è necessario adibire uno spazio della casa al lavoro, per non confondere troppo la mente. Se non sai come gestire lo smart working in questo senso, continua a leggere perché tra poco ne parliamo.
  • Tecnologia adeguata: non puoi essere troppo obsoleto se vuoi lavorare in casa! Hai bisogno degli strumenti per smart working fondamentali e magari anche di qualche chicca life-changing. Anche di questo parliamo tra poco, tranquillo.
  • Linea sottile tra vita privata e lavoro: difficile a volte non mischiare le cose, non mettere Netflix “in sottofondo” e non pensare di correre al computer a “finire un’ultima cosa” anche quando sei a tavola o già in pigiama.
  • Autonomia e flessibilità oraria: ehi, ma questo non era un pro? Anche, sì, dipende. Non tutti sono in grado di autogestirsi. Sai importi il lavoro anche quando non ne hai voglia? E, al contrario, sai capire quando è ora di staccare la spina e fare altro? Non è semplice come può sembrare, e questo occorre anche si studia da privatista.
  • Solitudine: soprattutto se vivi da solo, l’isolamento a lungo andare può deteriorare la tua rete sociale, e una volta che si entra in questo vortice è difficile avere la forza giusta per uscirne. Ecco perché è veramente importante imparare come gestire lo smart working senza fare danni al lavoro e al proprio benessere fisico e mentale. 

Come gestire lo smart working: buone abitudini e strumenti utili

Come abbiamo visto, gestire lo smart working in modo ottimale ed efficace non è proprio la cosa più semplice del mondo. Anzi, è un attimo incasinare tutto e ritrovarsi a lavorare alle 4 di notte e mangiare schifezze davanti allo schermo in mutande.

Bisogna stare attenti a molte cose: dire “tanto non mi vede nessuno” e cedere alle mille distrazioni di casa propria è sbagliato, ma anche finire ad essere lo stacanovista che lavora 28 ore su 24 e non dorme dal 2003. Insomma, ci vuole equilibrio e non è facile trovarlo da soli.


Non hai un capo a guardarti in cagnesco se arrivi in ritardo e se fai una pausa di troppo? Hai bisogno di un regolamento da seguire per essere efficiente? Ci penso io! 

Che tu abbia deciso di aprire un blog o faccia il graphic designer, segui questi piccoli ma enormi accorgimenti e vedrai che lo smart working ti stravolgerà la vita. In positivo, ovviamente.

Buone abitudini per lavorare da remoto

  • Svegliati presto: okay, non devi andare da nessuna parte, ma non togliere la sveglia che ti faceva alzare dal letto prima. Anzi, ti dirò di più: svegliati presto, alzati, fai colazione e preparati, proprio come se dovessi andare a lavorare. Che alla fine è proprio quello che devi fare.
    Vederti sempre in versione casalinga a lungo andare ti demoralizzerà: non è che devi sembrare un modello pronto per la passerella, ma sii comunque presentabile. Per chi? Per te stesso.
  • Fai attività fisica: d’ora in poi uscirai molto meno, e anche quella breve passeggiata che da casa ti faceva arrivare alla fermata dell’autobus verrà a mancare. È per questo che hai bisogno di integrare l’attività fisica nella tua giornata: oltre a beneficiarne il corpo, poi, persino per la mente (e per il lavoro) sarà un toccasana. Non c’è bisogno del personal trainer, ma almeno 30 minuti al giorno di attività fisica leggera sarebbe l’ideale: camminata all’aperto, corsa, workout veri e propri… basta che ti muovi. 😜
  • Pausa per i pasti: non portarti mai il pranzo davanti al pc, anche se vivi da solo o se comunque all’ora di mangiare in casa ci sei solo tu. Il pasto è un momento di riposo e di ristoro, nel vero senso della parola. Inoltre, mangiare con una distrazione non ti farà rendere conto di esserti saziato, e ti porterà a voler mangiare sempre di più.
  • Fai delle pause: lavorare da casa ti fa essere più concentrato, così tanto da percepire meno lo scorrere del tempo. Ottimo, ma attenzione: fare delle pause è molto importante! Hai presente quando fai un puzzle e ti impunti di voler trovare un determinato tassello? Lo cerchi per un’ora senza successo, poi vai in bagno a fare pipì e al tuo ritorno quel tassello è proprio lì, davanti ai tuoi occhi.
    Ecco, questo è il punto: fare pausa ti fa cambiare prospettiva.
    Fermati un quarto d’ora ogni tre ore almeno e ne vedrai i benefici. 
  • Parla con qualcuno: che siano i tuoi colleghi da remoto, i tuoi amici o i tuoi familiari, mantieni sempre il contatto con qualcuno durante la giornata. E se prima alle 18 ci si vedeva tutti dopo l’ufficio, perché ora non dovresti più farlo?!

Strumenti per lo smart working: cosa serve per lavorare da remoto

Abbiamo visto come gestire lo smart working per non rischiare di lavorare troppo, troppo poco e per mantenere un equilibrio che favorisca il benessere fisico e mentale.

Adesso però vediamo cosa ti serve nella pratica, ovvero quali sono gli strumenti per lo smart working che non puoi non avere!

  • Smartphone: se sei un social media manager ti serve per il lavoro vero e proprio, se sei impiegato in un’azienda ti è comunque fondamentale per una comunicazione immediata (in orario di lavoro). In base all’uso, il tuo smartphone dovrà avere determinate caratteristiche. Qui ti do alcuni consigli che però ovviamente non tengono conto delle tue specifiche necessità: scegli in base a quelle!
  • Computer: stesso discorso. Un copywriter ha bisogno di caratteristiche diverse rispetto a un professore e ancora diverse rispetto a un programmatore. L’importante, in genere, è scegliere un prodotto di buona qualità sin dall’inizio, per non rischiare di doverlo cambiare dopo poco tempo. E da aver risparmiato ci si ritrova ad aver speso il doppio.
  • Webcam: fondamentale per chi svolge lezioni, colloqui, videocall e videoconferenze abitualmente. Molto spesso laptop e computer la hanno incorporata, ma non sempre è così o addirittura in certi casi la qualità video è pessima. Una webcam è una piccola spesa in più che però ti garantirà una resa decisamente migliore.
  • Cuffie: anche queste importantissime per le videocall in quanto evitano la diffusione di fastidiosi rumori di fondo. Per prendere due piccioni con una fava, ti consiglio di valutare delle cuffie con microfono.
  • Sedia da ufficio: stare seduti molte ore al giorno può provocare danni alla schiena e infiammazioni fastidiose come quella al nervo sciatico. È perciò importante prevenire con l’acquisto di una comoda sedia da ufficio o, ancora più confortevole, da gaming
  • Mouse: c’è veramente bisogno che ti spieghi perché ti serve un mouse? 🤪
    Ultimamente ci sono in giro mouse delle forme più disparate, che sinceramente non mi sembrano proprio lo strumento più comodo per lavorare. Ho cercato per te alcuni dei mouse con miglior rapporto qualità-prezzo (e ancora normali!), sia cablati che wireless.

Strumenti per lo smart working: accessori life-changing

Abbiamo visto gli strumenti fondamentali, quelli senza cui proprio non si può lavorare.

Ma si può fare ancora di meglio: si possono prendere piccoli accorgimenti per ottimizzare il lavoro e per salvaguardare il tuo benessere. E ci sono alcuni strumenti per lo smart working meno fondamentali ma decisamente utili. Fidati, ti cambieranno la vita!

  • Occhiali anti luce blu: per chi lavora molte ore con gli occhi puntati su uno schermo questi occhiali sono imprescindibili per diminuire drasticamente l’affaticamento degli occhi.
  • Supporto pc: se lavori con un portatile, questo gadget ti è molto utile per evitare che il tuo dispositivo si surriscaldi in modo eccessivo. Semplice e funzionale.
  • Correttore posturale: dimmi la verità, quando lavori seduto davanti al pc stai seduto composto? O ti ingobbisci peggio di Quasimodo?! Ecco, come immaginavo. Questo gadget è una manna dal cielo per chi sta seduto molte ore e non riesce a mantenere una postura corretta.
    O quantomeno umana. 😅
  • Poggiapiedi da scrivania: per evitare la tensione alle gambe e ai piedi quando si sta seduti. Ergonomico, comodo e morbido: una vera pacchia lavorare così, eh?
  • Scaldatazze USB: lavorare con una tazza di tè o caffè caldo sempre accanto rende tutto più gradevole. E ancora più piacevole è non doversi alzare per farlo e non ritrovarsi la bevanda fredda dopo cinque minuti.
  • Organizer scrivania: mantenere la propria postazione ordinata è uno dei principi su come gestire lo smart working che non ti faranno fallire.
  • Lampada monitor: perfetta per migliorare l’illuminazione durante videocall e videoconferenze.

Come gestire lo smart working: conclusioni

E con questo abbiamo finito con questa piccola guida! Spero ti sia stata utile per capire come gestire lo smart working al meglio, in base alle tue esigenze lavorative e personali.

E spero che tu abbia trovato gli strumenti per lo smart working che più possano risolvere le difficoltà che incontri nella tua esperienza di lavoratore da remoto.

Svolgere la propria professione direttamente da casa propria ha pregi e difetti, ed è proprio per questo che devi accogliere le nuove necessità e adeguare te stesso e la tua casa ad esse: adesso è anche il tuo posto di lavoro!

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Al prossimo orientamento!

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2 pensieri su “Come gestire lo smart working: strumenti e abitudini per il lavoro agile

  1. Salve il mio nome è lara e sono una giovane donna di 38 anni Italoamericana residente in Germania a Stoccarda per la precisione e vivendo da sola condivido in pieno ciò che è stato detto sullo smart working, ma vorrei lo stesso provare , mi hanno sempre detto di avere una bella voce e chissà che non piaccia anche ai lettori , un cordiale saluto Lara

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