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Come diventare videomaker, corsi e stipendio

Ti piace fare video? Scopri come diventare videomaker, allora! 

I contenuti visuali sono sempre più fondamentali per l’intrattenimento, ma anche per il marketing e il mondo pubblicitario. In particolare i video: che siano brevi o lunghi, sanno come attirare l’attenzione degli utenti. 

Grazie alle tecnologie sempre più avanzate, poi, si riescono a realizzare dei lavori sempre più sbalorditivi! Certo, con le giuste capacità.

È incredibile cosa si può fare con una videocamera, un computer e una mente che sa vedere fuori dagli schemi. 

Se ti piace quest’idea, scopriamo insieme come diventare videomaker, cosa fa, quanto guadagna e quali sono i migliori corsi di videomaking!

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Cosa fa un videomaker

Il videomaker -letteralmente “colui chei fa i video”- è il professionista che si occupa della produzione e della regia di un contenuto video

Più nello specifico, dirige e gestisce tutte le fasi di produzione: riprese, montaggio e post-production.

È un comunicatore che usa il mezzo visuale per creare un prodotto fruibile e indirizzato a un determinato pubblico. I video che realizza possono avere due scopi: 

  • Artistico: come documentari o cortometraggi
  • Pubblicitario: come gli spot in televisione o i video commerciali sui social

Il suo lavoro è molto simile a quello del regista: vediamo insieme cosa fa un videomaker e quali sono le fasi di produzione!

  • Definizione dei tempi e del piano di lavoro: per ottimizzare e avere il miglior risultato nel minor tempo ci vuole organizzazione. Il videomaker pianifica le cose da fare in modo efficace, così da sapere esattamente come agire. Andare a braccio non è un buon metodo!
  • Direzione dell’équipe: se lavora in team ne sarà il direttore. Se lavora da solo, invece, dovrà fare il lavoro per cinque!
  • Scelta dell’attrezzatura: per girare un video serve la giusta videocamera ma non solo: obiettivi, luci, materiali e oggetti di scena sono ugualmente importanti! Se segue ciò che ha scritto uno sceneggiatore, deve essere in grado di riportare in immagini quello che lui aveva pensato. 
  • Riprese: questa fase comprende le riprese vere e proprie e tutte le mansioni aggiuntive correlate, come la direzione degli attori e la gestione delle inquadrature.
  • Post produzione: una volta pronte le riprese, il videomaker dovrà provvedere al montaggio, alla sincronizzazione di audio e video e ad aggiungere tutti gli effetti extra, come le transaction e i testi.

Come diventare videomaker

Questa è una professione non regolamentata, perciò non esiste un’unica strada per intraprenderla.

L’unico requisito è essere in possesso delle giuste competenze, e per acquisirle puoi optare per una tra queste tre possi ilità:

  • Università per diventare videomaker
  • Corsi di videomaking
  • Corsi videomaker online

Vediamole più da vicino così da capire quale opzione possa fare più al caso tuo! 

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Università per diventare videomaker

Avere una laurea non è obbligatorio per entrare a far parte di questo ambiente, ma sicuramente può aiutarti a frequentare i posti e le persone giuste.

Le opzioni che hai sono diverse, come: 

  • DAMS, ovvero il corso di laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo. Lo trovi in molte città ed è un’ottima scelta per conoscere a fondo il mondo del cinema e del teatro. Non è specifico per videomaking, però: forma diverse figure professionali, come l’organizzatore di fiere o il direttore artistico.
     
  • NABA, la Nuova Accademia delle Belle Arti che offre un corso di laurea triennale in Cinema e Animazione. Non solo puoi specializzarti in filmmaking, ma hai l’opportunità di toccare con mano la professione e iniziare a fare pratica. NABA collabora con aziende come Lego, Porsche e Mitsubishi: potresti iniziare a creare un bel portfolio!
  • IED, Istituto Europeo di Design. In questa scuola di formazione trovi il corso di Video Design, e hai l’opportunità di scegliere se seguirlo in Italia o all’estero. Può essere una buona occasione per iniziare da subito a lavorare viaggiando!

Spesso la preparazione in videomaking all’università è più teorica che pratica. Ricorda quindi di continuare sempre a mettere in pratica ed esercitarti per conto tuo: questo farà la differenza quando dovrai iniziare a lavorare.

Corso videomaking

Se hai la possibilità di seguire di presenza un corso videomaking, eccotene un paio di esempio molto validi: 

  • Griffith, a Roma. Il corso di Regia e Videomaker è annuale, diviso in 500 ore di teoria e 500 ore di pratica, e ti dà tutte le competenze necessarie per diventare videomaker.
  • InSegno, a Bologna. Qui trovi un corso per Videomaker con un esame finale, al superamento del quale ottieni un attestato! Precisamente la certificazione PSC (Professional Skills Certificate) – Professional Videomaker. Costa 570€ IVA inclusa, che puoi pagare in un’unica soluzione o dividere in rate. 

Valuta tutte le opzioni che trovi anche vicino a te, ma considera che, come per il doppiatore, è meglio che il videomaker si trovi in città come Roma, Milano e Bologna. 

Un’alternativa poi sono i corsi per videomaker online: li trovi su siti come AccademiaDomani, Corsidia e Udemy.
Costano meno, ma durano anche meno: probabilmente non ti daranno la conoscenza completa che invece possono offrirti corsi lunghi e università. Comunque sia possono essere un’ottima base se ci aggiungi del tuo: tanto studio da autodidatta e tanta, tanta pratica!

Qualità e competenze per diventare videomaker

Naturalmente un videomaker ha bisogno di competenze tecniche, come l’uso di determinati software e programmi per la registrazione, la produzione e la post-produzione. Molte competenze in comune al fotografo e anche al podcaster, perché in un video l’audio è tanto importante quanto le immagini che scorrono. 

Ma non puoi fare una professione simile senza alcune importantissime soft skills, come:

  • Doti relazionali: dovrai sempre interagire con qualcuno, che siano i membri dell’équipe, gli attori o altri collaboratori come make up artist e stilista. Dato che sei tu a dirigere il lavoro, devi saper comunicare in modo efficace senza importi o esagerare.
  • Creatività. Diventare videomaker significa fare l’artista: realizzare video è un’arte che ha bisogno di creatività per essere originale e gradevole agli occhi altrui. Non si tratta di trovare l’idea “mai vista prima”, ma di esprimere un concetto anche banale in un modo tuo.
  • Adattabilità: non sempre potrai realizzare i progetti dei tuoi sogni, quelli che non aspetti altro che prendano vita da quando eri bambino. Anzi, soprattutto all’inizio farai tante cose che non ti entusiasmano così tanto: si chiama gavetta, ed è la dura vita degli artisti. Che tu sia un videomaker, un ghost writer o un attore, molto probabilmente ti toccherà accettare dei lavori che non ti piacciono neanche un po’.

Come trovare lavoro da videomaker

Okay, adesso sai che mansioni ti aspettano, come diventare videomaker e quali sono le qualità fondamentali per farlo. Ma come trovare lavoro? 

Innanzitutto dobbiamo dire che hai due possibilità:

  • Lavorare come dipendente presso un’azienda, specialmente quelle in digital marketing o nel campo editoriale
  • Lavorare freelance e trovare i progetti e le aziende che più ti interessano, con cui collaborare 

Quasi sicuramente inizierai come dipendente, e poi cambierai: la maggior parte dei videomaker, dopo un po’ di gavetta in azienda, decide di mettersi in proprio. 

Per farlo però dovrai saper fare un buon lavoro di autopromozione: avere un portfolio pieno da mostrare ai potenziali clienti è fondamentale per poterli convincere! 

Ecco perché una buona mossa potrebbe essere quella di aprire un canale YouTube e caricare lì i tuoi video. Se ci pensi Human Safari è proprio un videomaker, prima ancora di diventare youtuber! 

Come freelancer poi potrai decidere di intraprendere anche la strada del travel blogger: viaggiare e al tempo stesso creare i tuoi contenuti video in giro per il mondo!

Quanto guadagna un videomaker: stipendio

Come sempre, quando ci troviamo davanti a una professione principalmente freelance è difficile stabilire un guadagno medio. 

Infatti, lo stipendio mensile dipenderà sempre dalla bravura del professionista -in questo caso del videomaker- di autopromuoversi e trovare dei buoni clienti.
Inoltre, la specializzazione in un determinato settore (moda, natura, attualità…) può essere un’ulteriore variabile. 

Diciamo quindi che un videomaker freelance può guadagnare niente così come può arrivare a cifre molto alte: dipende. 

Un videomaker dipendente presso un’agenzia di digital marketing invece potrà aspirare a uno stipendio compreso tra i 1200 e i 2000€ mensili (netti). 

La media nazionale è di 25 000€ lordi l’anno, quindi sui 1400€ netti al mese. 

Ricorda che, se questa è la tua passione, lo stipendio è solo uno dei tanti fattori da tenere in considerazione per capire e vale la pena seguirla. Non soffermarti a questo, d’altronde così si dice: lo stipendio è solo un numero.

Ah non era così?

Vabbè, fa lo stesso. Ci siamo capiti.

Alla prossima! 

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